FACENIGHT 2018 “SI RINNOVA” CON DUE NUOVI PREMI


Siamo giunti alla settima edizione del “Premio Facenight 2018”, un evento che premia i volti della movida campana. La kermesse campana che incorona i migliori professionisti delle notti partenopee quest’anno presenta due nuovi premi: best dj hip/hop/trap/urban e best dj latin/reggaeton, e dal 15 maggio puoi scegliere la tua nomination su www.facenight.it. Tempo fa sembrava impensabile, ma ormai questa realtà si è imposta anche in Italia, e i giovani ballano a ritmo di urban, un mix di pop, trap, r’n’b, elettronica e raggae, che per propensione e sound si ispirano all’hip hop. Italian producer che non hanno niente da invidiare rispetto al resto del mondo, come il giovanissimo Charlie Charles che firma le basi di artisti come Sfera Ebbasta o Ghali

Oggi nelle discoteche, da nord a sud, in città e in provincia, si balla urban, e nei locali sbarcano party come Vida Loca e Reha, ricchi di performance e scenografie.
Da anni il groove predominante nel mondo è questo, un suono pieno di pause e ritmi sinuosi, e ormai sono tanti i successi riempi pista trap o hip hop, dai pionieri del genere: OutKast “Hey Ya”

Ghetto Mafia, ASAP Rocky, 2 Chainz, fino a Bud Bunny e Ozuna “Diles”

Chief Keef, Danny Brown, Flow Mafia. La musica urban, è una “scatola magica”, in grado di raccoglie anche generi che fanno dibattere come la trap, che ha elementi in comune con il rap, ma anche la dubstep e l’elettronica, i cui testi delle canzoni descrivono situazioni di vita nei quartieri, in modo duro e senza filtri. I primi esempi di musica trap si trovano nel Sud degli Stati Uniti, di derivazione Southern hip hop, si sviluppa tra gli anni 90 e 2000. Dai sobborghi di Atlanta, in anni più recenti si è imposto come uno dei sound più popolari a livello internazionale, e a partire dal 2010 i nomi sono quelli di Waka Flocka “Hard in Da Paint”

Rick Ross “Blowin Money Fast”

Young Jeezy, Gucci Mane e Future “Fuck Da World”


Un discorso a parte merita il genere Latin-reggaeton, se fino a qualche tempo fa il suo successo era legato solo al periodo estivo, ora il reggaeton con il suo ritmo coinvolgente è diventato uno dei generi musicali più ascoltati al mondo Questa musica che mischia sonorità latine a quelle tipicamente reggae, affonda le sue origini tra Panama, Puerto Rico e Giamaica già a metà degli anni 70, fino ad influenzare dagli anni 80 in poi l’hip hop e il rap nelle zone di Miami, Los Angeles e New York. Tra i suoi predecessori citiamo Vico C, Tempo, Wiclef Jean, Beenie Man, Daddy Yankee “Gasolina”

fino a De La Ghetto, Arcangel, J. Balvin “Dime”

La fusione di queste diverse influenze, bachata, salsa, bomba, champeta al reggae giamaicano, dal merengue alla musica elettronica, tutte confluiscono nel latin-reggaeton, che spopola nel mondo by night. E il “Premio facenight 2018” intende premiare nell’ambito del djing proprio i protagonisti campani della scena hip hop/urban/trap e quelli latin/reggaeton, soprattutto i più giovani, che si divertono ancora ad andare per locali, anche solo a farsi guardare, e per supportare gli amici o i colleghi.

Autore: Emi Minieri