ANFISA LETYAGO, DAL GHIACCIO DELLA SIBERIA AL CALORE DI NAPOLI


Intervista alla virtuosa dj di caratura internazionale, stella della musica elettronica

 a cura di Emi Minieri

 

Anfisa Letyago, dj di fama internazionale, che con i suoi occhi verdi e il sorriso inconfondibile,  ha il merito di essersi fatta da sé, riuscendo ad emergere solo con la sua semplicità e devozione verso la musica, mi ha accolto nella sua bella casa nel cuore di Napoli, raccontandosi per gli amici di Facenight. Sedute sul sofà, davanti alla console incorniciata da un’immagine di Maradona “El Pibe de Oro”,  in compagnia del suo tenero gattone Leo, proprio come due amiche che si rivedono dopo un po’ di anni, iniziamo questa piacevolissima intervista. Anfisa è una ragazza di origine siberiana arrivata in Italia all’età di 17 anni e subito adottata da Napoli, città che sente sua a tutti gli effetti. Tanto che l’anno scorso, la città a cui deve tutto, l’ha insignita del Premio “Donne per Napoli”, assegnato a donne che danno lustro alla città partenopea nel mondo. Da 12 anni circa si trova nel Bel Paese e 10 anni fa ha iniziato la sua straordinaria avventura come dj esordendo in piccoli club di Napoli e provincia. Cresciuta nella scena dance, il suo percorso musicale si è evoluto nel genere Techno, ed è arrivata ad esibirsi nei top club delle principali città europee e del mondo.

 

Anfisa, come sei riuscita a farti spazio nel mondo meraviglioso e al tempo stesso complesso  del Djing?

Sono stata sempre innamorata della musica, fin da quando ero adolescente. In Siberia trascorrevo i pomeriggi ad ascoltare la radio e a registrare cassette con le mie selezioni, da regalare poi ai miei compagni di scuola. A Napoli, il mio percorso musicale è iniziato all’età di 18 anni, suonando musica house nei piccoli club, prima di essere catturata completamente dalla techno. Ad un certo punto, con naturalezza, ho incrociato sul mio cammino i Daddy’s Groove, con i quali ho condiviso spesso la console di club importanti come il Pacha di Ibiza. Ho debuttato con Stop Talking come producer nel 2016 sul colosso della dance music Spinnin’ Records e, parallelamente, ho suonato come opening act per alcuni grandi nomi catturandone l’attenzione. Inoltre, una mia traccia “Who wants to be a dj“ è stata scelta da un altro big come David Guetta per il suo radio show. Contemporaneamente ho ricoperto anche il ruolo di sound designer per importanti brand internazionali e per il regista Paolo Sorrentino, che mi ha affidato il compito di accompagnare i suoi eventi “Seconda Pelle” e “ The New Pope” al Festival del Cinema di Venezia.

 

Il 2018 è stato un anno importante per le tue produzioni, in quanto attraverso la ricerca del tuo suono unico e sofisticato, hai potuto calcare i palcoscenici di tutto il mondo. Quali sono state le tappe salienti?

Il 2018 è stato un anno importantissimo per me come producer. Ho iniziato un nuovo percorso con Nervous Records, etichetta storica di Brooklyn, partendo con un primo Ep chiamato “Bright lights”, arrivando al N. 1 su Traxsource nella sezione Techno. Da lì in poi sono uscita con due Ep su Intec Digital, la famosa etichetta di Carl Cox, che hanno scalato le classifiche di Beatport. Poi è stata la volta di Rekids con un Ep in vinile intitolato “I’d rather B” e un remix per Acid Track by Phuture, accompagnata da artisti quali Carl Cox e Luciano, per giungere a Dramcode, l’etichetta di Adam Beyer. Da quel momento in poi, sono partiti i miei tour di caratura mondiale, dall’Europa al Nord America, dove ho debuttato a New York, fino ad arrivare in Sud America, Asia e Giappone. Ad oggi, posso affermare di sentirmi un’artista di musica elettronica, felice di rappresentare l’Italia nel mondo.

Il tuo percorso internazionale è nato proprio grazie a Carl Cox, com’è avvenuto questo incontro decisivo per la tua carriera di dj producer? 

Il nostro primo incontro è avvenuto per caso, per questo motivo ne vado molto fiera. È la conferma che la musica ha un linguaggio universale. Ho incontrato Carl Cox ad un evento e, anche se all’epoca non lo conoscevo personalmente, decisi di lasciargli una pendrive con la mia musica da ascoltare. Lui mi rispose con una classica frase: “L’ascolterò volentieri, salgo su in camera e ti farò sapere”. Poi, quella stessa sera, mentre ero tra il pubblico durante la sua esibizione, all’improvviso mister Carl Cox suonò tutta la musica che gli avevo proposto poche ore prima. Da quel momento, questo colosso della musica, mi ha supportata in tutto il mondo, nei più influenti mainstage. Da li è nato un percorso di amicizia, dove il grande maestro mi ha chiesto di produrre musica per la sua famosa etichetta e nel 2019 sono uscita con due Ep, So Good e Catch The Spirit  su Intec Digital, confermando così la mia ascesa, collezionando riconoscimenti e messaggi di stima dai più grandi, fino a scalare la vetta su Beatport e nelle maggiori classifiche di musica techno.

 

Dopo il tuo grande successo, perché non hai aperto un’etichetta personale? 

Non ho pensato ad oggi di aprire un’etichetta personale perché sento il bisogno di mettermi ancora alla prova. Avere una propria etichetta, significa fare quello che si vuole e non avere limiti. Io oggi voglio ancora mettermi in gioco e inoltre adoro avere un feedback con le etichette più importanti ed essere apprezzata per quello che faccio. Mi piace la competizione sana, dietro al mio lavoro c’è tanto studio e tanti sacrifici, otto ore di produzione al giorno e, quando non sono a casa, ore e ore di volo, arrivi in un locale dall’altra parte del mondo, suoni, torni a casa e, neanche il tempo di riposare che si riparte per nuove avventure.

 

Hai mai pensato che fosse un mondo difficile per le donne?

È vero che oggi si parla tanto di tutela delle donne, però è anche vero che questo è un ambiente dove le donne anche se sono protagoniste, spesso sono viste con occhio un po’ critico. In Italia soprattutto, non vedo questo grande supporto né tra le colleghe donne  né tra i colleghi uomini. Io credo che un’artista emergente come me, potrebbe essere da esempio e incoraggiamento per le giovani promesse. Spero di portare un messaggio positivo a tutte le donne che si approcciano a questo mondo per certi versi ancora prevalentemente maschile.

Cosa consiglieresti a chi si vuole affacciare a questo mestiere?

Studiare, confrontarsi, mettersi in gioco senza avere paura di essere se stessi, consapevoli dei propri limiti e delle proprie possibilità e non fare le cose per compiacere gli altri, come spesso siamo abituati a fare anche attraverso i social. Io sono contentissima del grande risultato raggiunto, ma dispiaciuta per tutto quello che sta succedendo in questo periodo così difficile a causa del Covid-19, dove resistere ed emergere è sempre più complicato e non è facile rappresentarsi ed essere rappresentati. In molti sono convinti che basta mettere due dischi per fare questo lavoro, ma c’è bisogno di tanta gavetta, tanta cultura musicale, tanta determinazione e voglia di apparire attraverso la musica e non attraverso il fisico. La musica ha bisogno di cose concrete, di emozionare attraverso la produzione e la qualità dei brani.

 

Quindi in un mondo dove sembra prevalere l’immagine, qual è il tuo rapporto con i social?

Di amore ed odio. Bisogna esserci perché questo lavoro lo richiede, la gente ti segue, vuole sapere cosa fai, come e quando lo fai. Allo stesso tempo so che attraverso i social  riesco ad arrivare ad una fetta di pubblico molto più ampia in breve tempo, cosa prima impensabile. Nel momento della creatività, quando si fanno delle cose in studio, spesso condivido la mia musica con i ragazzi che mi seguono, proprio per avere un feedback immediato. Mi piacciono le dirette su Instagram registrate mentre suono perché posso mettermi alla prova scambiando i miei beat con i fan e  posso conoscere al momento i pareri delle persone che ascoltano la mia musica dal Giappone, dal Sud America e dal resto del mondo.

 

Anfisa, nonostante il momento complicato che tutti stiamo vivendo a causa della pandemia di Covid-19, puoi darci  alcune anticipazioni per il nuovo anno che ormai è alle porte?

Spero ci siano le riconferme per l’Ultra Music Festival e il Tomorrowland dell’anno prossimo e quest’estate sarò ad Ibiza con un’importante residenza. Inoltre ho in uscita dei remix per colleghi che stimo molto come Alan Fitzpatrick e Josh Wink, mentre in primavera uscirà un Ep con 8 tracce, un racconto fondamentale della mia evoluzione artistica, su Rekids. Questo lavoro in uscita è un percorso innovativo al quale tengo moltissimo, in prospettiva ci saranno date in giro per il mondo, sperando in una ripresa totale, augurandoci che questa pandemia finisca al più presto, grazie alla scoperta di un vaccino che potrà salvare tante vite umane. C’è grande voglia di ritornare a performare anche per tutti i colleghi. La musica non morirà mai ed è un elemento cardine in questo periodo storico così complesso. Sono fiduciosa e credo che allo stesso tempo sia un momento di grandi cambiamenti a livello globale.

 

 

E come stai vivendo in questo particolare periodo storico, il concetto di streaming sviluppatosi soprattutto durante il lockdown? 

Il 2020 verrà inevitabilmente ricordato come l’anno in cui la pandemia globale causata dal Covid-19 ha chiuso club e cancellato festival. Un anno durante il quale i dj hanno cercato di restare sotto le luci dei riflettori attraverso iniziative più o meno originali in streaming o con eventi a porte chiuse. Lo streaming in questo momento è indispensabile per continuare ad interagire con la musica e il pubblico. In una famosa rivista di caratura mondiale sono stata menzionata tra i 40 dj più forti e più seguiti in streaming. Ricordo con entusiasmo quello in cui ho partecipato da casa per la pagina ufficiale del Tomorrowland: è stata un’esperienza fantastica in live, anche se non è mai paragonabile all’emozione che si può provare suonando dal vivo e interagendo con i fan.

 

Concludendo, visto che siamo in periodo di bilanci, com’è stato per te questo luminoso percorso musicale iniziato 10 anni fa?

Sicuramente, oggi il mercato è molto più veloce, ci sono dj fortissime che sono arrivate in tempi brevi all’apice della carriera, ma io sono felice del mio percorso, è avvenuto tutto in modo naturale, faccio quello che mi piace, cercando di essere sempre me stessa. Il mio lavoro lo svolgo con passione e non ho mai avuto fretta di emergere a tutti i costi. Ho raggiunto i miei obiettivi con la serietà e la disciplina che mi contraddistinguono, senza mai scendere a compromessi. Quando viaggio e arrivo in un club sono rispettata dai promoter e dai fan, che mi accolgono sempre con tanta stima e affetto. Esiste un lato bellissimo della musica techno, io lo vivo bene, pieno di talenti e persone serie che hanno voglia di fare e dare emozioni vere alla gente. Carl Cox, l’anno scorso mi ha regalato un’altra grande emozione, quando mi scrisse per informarmi che su Dj Mag durante una sua intervista alla domanda: “Per te chi è il miglior producer del 2019?”, lui ha risposto in modo spontaneo: “Anfisa Letyago, che quest’anno sarà con me all’Ultra Musi Festival di Miami”. Un supporto totale da parte di questo gigante del settore, a cui sono arrivata senza intermediari, ma è stato semplicemente il linguaggio universale della musica che ha parlato per noi e, attualmente, se sono  un’artista affermata di fama internazionale nel mondo della techno pur non provenendo dalla techno, lo devo soprattutto a lui. Ritengo la mia evoluzione straordinaria nel panorama musicale, perché sono riuscita ad avere la credibilità mondiale dei più importanti colleghi, solo attraverso la musica, nonostante sia partita dai piccoli club della mia Napoli con la dance, sono riuscita ad arrivare ai dj set più importanti del mondo con la musica elettronica.

ASCOLTA IL SUO DJ SET IN ESCLUSIVA PER FACENIGHT

 

 

 

Translation

Anfisa Letyago, from the ice of Siberia to the heat of Naples

Interview with the talented international Dj , electronic music star

 

Edited by Emi Minieri

 

Anfisa Letyago internationally renowned DJ, who with her green eyes and nice smile, has the merit of having made herself, succeeding to emerge only with its simplicity and devotion to music,welcomed me in his beautiful home in the heart of Naples, telling each other for Facenight’s friends. Sitting on the sofa, in front of the console framed by an image of Maradona “El Pibe de Oro”,  with the company of her tender cat Leo, just like two friends who meet again after a few years we start this pleasant interview. Anfisa is a girl of Siberian origin who arrived in Italy at the age of 17 years and immediately adopted by Naples, a city that feels its own to all intents and purposes. So much so that last year, the city he owes everything has awarded the Prize “Women for Naples”, assigned to women who give prestige to the Neapolitan city in the world. For about 12 years lives in Italy and 10 years ago he started his extraordinary adventure as a dj opening in small clubs of Naples and province. Raised in the dance scene, his musical path has evolved into the genre Techno, and has performed in the top clubs of major European cities and the world.

How did you manage to make your way into the wonderful and at the same time complex world of Djing?

I’ve always been in love with music, since I was a teenager. In Siberia I spent my afternoons listening the radio and recording a lot of cassettes, to gift my selections to my schoolmates. In Naples my musical journey started at the age of 18, playing House music in small clubs before being completely captured by Techno music. At some point I crossed my path with Daddy’s Groove, with whom I often shared the console of important clubs such as the Pacha of Ibiza. As producer I debuted in the 2016 with “Stop Talking” for the great Spinnin’ Records, and at the same time I played as an opening act for some main acts. Meanwhile I’ve been also involved as sound designer for important international brands and for Paolo Sorrentino for his events “Second Skin” and “The New Pope” at the Venice Film Festival.

2018 has been an important year for your productions, because through the search for your unique and sophisticated sound, you’ve been able to step on stage all over the world. What were the most important steps?

 

2018 has been an important year for me as producer, I started to work with Nervous Records, an historical label from Brooklyn, with an EP called “Bright Lights”, arriving at Nr.1 on Traxsource in the Techno section. Then I released two EPs on Intec Digital (the famous label of Carl Cox) who climbed the Beatport charts, the EP called “I’d Rather B” for ReKids, a remix for Phuture’s Acid Track to arrive to Drumcode (the label founded by Adam Beyer). From that moment I started to play around the world in the best clubs and festivals, from Europe to North America, South America, Asia and Japan. So far I can say I’m feeling an electronic music artist, happy to represent Italy in the world.

Your international journey was born thanks to Carl Cox. How did this decisive meeting happen for your career as a dj producer?

Our first meeting was born by chance and I’m very proud of it because it’s the proof that musica has a universal language. I met Carl Cox at an event and even tough I didn’t know him personally yet, I decided to leave him a pendrive with my music to listen to and he replied to me “I’ll gladly listen it, I will let you know”. Then that same evening while I was in the audience at his event he played all the music I gave him few hours earlier! Form that moment he has supported me all over the world, in the most influential main stages. A friendship was born and Carl asked me to produce music for his label and in the 2019 I released two EPs, “So Good” and “Catch The Spirit” for Intec Digital, thus confirming my ascent, collecting acknowledgements and messages of esteem from the greatest, up to climb the peak on Beatport and in the major Techno music charts.

After your great success, why didn’t you open a personal label?

I haven’t thought about the chance to open a label yet because I feel the need to test myself again, but it will be a natural path, which I believe will come shortly. Having your own label certainly helps in the timing of the release of your tracks but at the moment I still want/love to receive feedback from the most important labels and being appreciated for what I do 🙂 behind my work there is a lot of study and many sacrifices, eight hours in the studio every day, and when I’m not at home I’ve hours of flights to arrive in the clubs on the other side of the world to play.

Did you ever think it was a difficult world for women?

It’s true that today we talk a lot about the protection of women, but it’s also true that this is an environment where women, even if they are protagonists, are often seen with a critical eye. In Italy especially, I don’t see this great support among colleagues. I believe that an emerging artist like me could be an example and encouragement for young promises. I hope to bring a positive message to all women who approach this predominantly male world.

 

What would you recommend to those who want to enter this profession?

Studying, discussing, getting involved with no fear of being yourself, conscious of your limits and possibilities. Don’t do things to please others as we are often used to do even though social media. I’m very happy with the results achieved so far, but at the same time I’m sorry for what is happening in this difficult period due to Covid-19, where emerging is always more difficult and is not easy to represent yourself and be represented. Many people are convinced that it’s enough to play some records to do this job, but you need a lot of apprenticeship, a lot of musical culture, determination and a desire to appear through music and not through the body. Music needs concrete things to excite through the productions and the quality for the tracks.

So in a world where image seems to prevail, what is your relationship with social media?

My relationship with social media is one of love and hate, you have to be there because this job requires it, people follow you, they want to know what you do, how and when you do it. At the same time I know that through social media I can reach a much wider audience in a short time, which was previously unthinkable. In the moment of creativity, while I’m doing things in the studio, I often share my music with people who follow me, just to get an immediate feedback. I like Instagram streams while I play because I can challenge myself exchanging my beats with fans from all over the worlds and I can receive their feedback.

Anfisa, despite the difficult moment we are experiencing because of the pandemic. Can you give us some anticipations for the new year that is now upon us?

I really hope for the reconfirmations of Ultra Music Festival and Tomorrowland for the next year, moreover the next summer I will be in Ibiza with an important residence. I also have remixes coming out for colleagues that I respect a lot like Alan Fitzpatrick and Josh Wink, and in the spring 2021 an EP with 8 tracks will be released, a story of my artistic evolution. This forthcoming work is an innovative path very important for me, it will be followed by shows around the world, hoping for better days. There is a great desire to return to perform, even for all the colleagues, music will never die, and it is a key element in this very complex period, but I’m confident and believe that it’s a moment of great changes in global level.

And how are you living in this particular historical period, the concept of streaming that developed especially during  lockdown?

 

2020 will be remembered as the year in which the global pandemic caused by Covid-19 forced clubs and festivals to close their doors. A year during which the DJs have tried to stay in the spotlight through more or less original initiatives in streaming or with closed-door events. Streaming at the moment is essential to continue to interact with musica and fans, in a famous world-class magazine I’ve been mentioned among the 40 strongest and most followed DJs in streaming. I remember with enthusiasm the one in which I participated from home for Tomorrowland’s official page, it was an amazing experience, even if it’s never comparable to the emotions you feel playing live and interacting with the fans.

In conclusion, since we are in a budgetary period, how was for you this bright musical path started 10 years ago?

 

Surely today the music market is much faster, there are very strong DJs who have arrived in a short time at the top of their career, but I’m happy with my path, all happened naturally, I do what I like, trying to always be myself. I do my job with passion and I’ve never been in a hurry to emerge at all costs, I’ve achieved my goals with the seriousness and discipline that distinguish me, without ever compromising. When I travel in a club to play I’m respected by promoters and fans, who always welcome me with great respect and affection. There’s a beautiful side of Techno music, full of talents and serious people who want to do and give to other people real emotions. Carl Cox last year gave me another great emotion when during an interview for DJ Mag to the question “Who is the best producer of the 2019 in your opinion?” he replied “Anfisa Letyago, this year she will be with me at Ultra Music Festival in Miami”. A total support from this giant of the scene that makes me really happy and proud of my job! I humble consider extraordinary my evolution in the music scene because I managed to have the worldwide credibility of the most important colleagues, only and through music, despite starting from the small clubs of my beloved Naples.