EDDIE AMADOR, ICONA DELL’HOUSE MUSIC: ” SPERO DI TORNARE PRESTO IN ITALIA”


Dj, produttore internazionale, remixer. Lo statunitense Eddie Amador si può senza alcun dubbio definire un’icona della House Music. Un vero e proprio pioniere nel suo genere, che abbiamo avuto l’opportunità di intervistare a 360 gradi: dagli esordi alla pandemia passando per il brano che lo ha reso noto nel 1997.

di Tommy Totaro

 

Ciao Eddie, è un piacere averti ospite di Facenight, un progetto che nasce dall’esigenza percepita oggi più di ieri, a causa di ciò che sta vivendo il mondo intero, di intrattenere e di sottolineare l’importanza della musica. Dimmi, dove ti trovi adesso e come stai vivendo questa pandemia?

Grazie a te. Attualmente mi divido tra la spiaggia di Los Angeles e il deserto di Phoenix, in Arizona, dove aiuto mio padre. Ho uno studio in entrambi i posti e sto dedicando molto più tempo alla produzione. Questa pandemia è una brutta cosa. Un mio amico fotografo potrebbe aver beccato il virus. Non conosco altre persone a me vicine che si sono ammalate… eppure continuo a pregare per la sicurezza di tutti.

 

In campo musicale ciò che è accaduto sta portando conseguenze catastrofiche. Qui in Italia l’associazione dei promoter stima circa 350 milioni di incassi in meno per questa estate. Un vero tracollo. Da te com’è la situazione? Avete avuto date per la ripresa dei live e tu, come ti stai organizzando?

Si è fermato tutto. All’inizio ho pensato che sarebbero passati alcuni mesi e che poi scienziati e medici avrebbero trovato una cura massimo entro metà estate. Sono rimasto sorpreso quando il WMC è stato cancellato. Qui negli Stati Uniti dicono anche che, probabilmente, nessun club riaprirà fino al 2021! Capisco, ma sono più preoccupato per le persone che stanno morendo.

In questo periodo risulta pesante scrivere musica perché non voglio che la gente ricordi i momenti difficili. Ron Carroll  sostiene che: “L’House Music guarisca”, ma richiede ballare e gioire ed è difficile farlo di questi tempi. Tuttavia, rimango disciplinato e creo House Music per la speranza perché la musica è sacra e dovrebbe connettersi alla creazione di Dio: umanità e pista da ballo!

 

Certo, la situazione è difficile. Secondo te come possiamo uscirne? Pensi che l’uso di internet possa soddisfare alcune esigenze almeno in parte?

Internet aiuta, ma non sostituisce l’interazione umana. Tuttavia, è così che possiamo ancora stare in contatto. Riesci ad immaginare questa pandemia senza internet? A questo proposito, vorrei scusarmi con tutti per non aver ancora risolto la questione podcast/webcast. Ho avuto problemi tecnici nel mio studio principale ed altre difficoltà. Credo che inizierò a condividere da metà agosto.

 

 

Pensi che il futuro cambierà a causa del Coronavirus? Dovremmo aspettarci un mondo diverso?

Sì, credo che alcune cose inesorabilmente cambieranno.

 

Ora, torniamo indietro nel tempo. Sei diventato famoso nel 1997 con il pezzo House “Not everyone understands house music, it’s a spiritual thing, a thing of the body, a thing of the soul”. Dicci, perché hai scritto quel pezzo, cosa facevi allora?

 

In quell’anno mi laureai in ingegneria aerospaziale, ma ero anche innamorato della musica House e non mi ero mai concesso una vacanza. I miei genitori mi chiesero di laurearmi… poi avrei potuto fare il clown o qualsiasi altra cosa. Così, dopo la laurea mi trasferii in un magazzino, comprai una Vespa e iniziai a vivere da artista. Partecipai a tante feste underground, la mia prima produzione fu di musica House. Realizzai una white label Vinyl. La diedi a Frankie Knuckles. Mi sorrise e disse: “Congratulazioni!”. Successivamente anche MAW, Roger Sanchez, Erik Morillo e molti altri me ne chiesero ed io le realizzai. Il mese dopo fu incredibile e firmai un contratto con Deep Dish/Yoshitoshi, che mi permise comunque di girare il mondo. L’Italia è il mio Paese preferito!

 

 

Hai remixato per molte star, da Madonna a Bublè passando per Yoko Ono. Le hai conosciute personalmente? Puoi raccontarci qualche curiosità?

Molti di loro non li ho incontrati. Comunque è pazzesco ottenere voci “asciutte” non “buone” come quelle finali. Ma è il mio lavoro ed è per questo che ho ottenuto una nomination ai Grammy.

 

Adesso a cosa stai lavorando?

Il mio nuovo progetto è Nu Soul, la mia prima etichetta. L’ho iniziato ora nonostante questi brutti momenti. È musica house moderna per chi ama il genere. Lenny Fontana, Dj Spen e Mijangos lo stanno remixando, prima che venga pubblicato in agosto.

 

 

Quanto è cambiata la musica House sulla scena internazionale?

L’House Music è qualcosa di spirituale… riguarda corpo e anima! Siamo umani, cresciamo tutti ed è stato così anche per l’House Music. Gli elementi di base sono sempre gli stessi perché buoni, mentre i suoni possono cambiare. Il messaggio, comunque, rimane lo stesso perché è vero!

 

 

Eddie, grazie mille per questa chiacchierata. Spero di incontrarti presto, perché se così fosse,  significherà che l’emergenza è finita!!!

Sono onorato ed anche certo che le cose andranno meglio! So che supereremo questo momento e spero di rivederti presto in Italia! Siate buoni con gli altri, diffondete amore e pregate!